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UN TESORO NASCOSTO NELLE LANGHE

Aggiornato il: mag 5

Monti, produttori di Barolo a Monforte d'Alba



Le Langhe, uno dei territori più celebri a livello nazionale ed internazionale del panorama vitivinicolo, patrimonio mondiale UNESCO dal 2014. Il Barolo, il cuore delle Langhe, la cui produzione dal 1980 è consentita solo in una ristretta frazione di terra di poco più di 2000 ettari, racchiudendo solamente 11 comuni.


Con queste premesse (fama, storicità, ed “esclusività” territoriale), la maggior parte dei winelovers è stata attratta negli anni a scoprirne le realtà produttive e la moltitudine di vini che questo territorio sa regalare, imparando e condividendo nomi ormai assai diffusi sul mercato italiano, e percependo la Langa come un territorio di tradizione, di conservazione, in cui i protagonisti sono sempre stati produttori nati e cresciuti in questa zona. Tuttavia il mondo del vino sa regalare sempre storie diverse e affascinanti, realtà nuove anche agli occhi dei più esperti.

E’ il caso dell’azienda vinicola Monti, e dell’omonimo produttore Pier Paolo Monti. Una fantastica eccezione che va a smentire quanto detto poco fa: Paolo nasce e vive fino alla metà degli anni ’90 a Torino, lavorando nell’edilizia, e la cantina, nata nel 1996 e ottenuta dopo aver messo d’accordo 18 eredi (avete capito bene, 18!) ha avuto negli anni, e continua ad avere, un grande successo sui mercati esteri (Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Norvegia, Cina, per fare qualche nome), restando fin ad ora “dietro le quinte” nel panorama italiano. Come è potuto accadere tutto ciò? Me lo sono fatto spiegare direttamente da Paolo.


Paolo, le Langhe sono spesso state considerate per molti un territorio “conservatore”, con le sue generazioni di viticoltori saldamente radicate che portavano avanti la tradizione. Pensi che qualcosa sia cambiato? Che rapporto hai avuto inizialmente e hai oggi con gli altri produttori?

Le cose sono cambiate sicuramente. Quando ho iniziato la mia avventura qua in Langa c’era in corso un processo importante , un “cambio generazionale”: i produttori che allora (metà anni’90 ndr) avevano 40-45 anni iniziavano a venir fuori dalla Langa e soprattutto dall’ Italia, spinti dal fatto che il Barolo iniziava ad essere riconosciuto come uno dei grandi vini del mondo, le Langhe acquisivano notorietà, il fenomeno dei Barolo Boys era sulla bocca di tutti, ecc. Il problema è stato approcciarsi ad un mercato completamente nuovo, del quale si dovevano capire bene i meccanismi; il cambio generazionale è stato per cui lungo e perfezionato solo negli ultimi anni, con una mentalità molto più aperta e flessibile a un mercato in continua evoluzione. A livello personale poi, io ho sempre avuto buoni rapporti con tutti gli altri produttori; quando sei determinato e aspiri a fare vini di qualità, è un bene per tutti: io ho sempre voluto questo, e sono stato capito e supportato dai grandi produttori della zona, poi col tempo naturalmente i volumi crescono, le scelte di mercato sono diverse, ed ognuno prende la propria strada.


Nonostante le Langhe siano un territorio molto conosciuto, Monti la possiamo classificare come un’azienda non così nota nel nostro paese, poiché più concentrata fino ad ora sui mercati esteri. Come mai questa scelta?

“Inizialmente, quando ero ancora “diviso” tra il mio vecchio lavoro e questa nuova avventura, per una questione di semplicità di gestione: lavoravamo con volumi maggiori con minor impegno di tempo ( parliamo comunque di numeri più bassi rispetto ad oggi). Col passare del tempo poi ci siamo accorti che conveniva di più intrattenere rapporti con distributori esteri rispetto che investire nel mercato ho.re.ca. italiano, non solo per una questione di volumi: con grande dispiacere, devo constatare che in Italia su 20 clienti che segui, 18 ragionano esclusivamente in base al prezzo, tenendo ai margini la qualità del prodotto. All’estero invece, anche grazie ad ottime recensioni (ad esempio gli oltre 90 punti di Robert Parker per la nostra prima Barbera d’Alba), siamo riusciti a promuovere più facilmente il prodotto, a penetrare subito nel mercato, ed a costruire solide collaborazioni, ed abbiamo proseguito fino ad ora su questa strada. Siamo partiti con Stati Uniti e Svizzera, per arrivare poi in Germania, Inghilterra, Danimarca, Norvegia, Cina, Ucraina, ed altri.



L’AZIENDA

L’Azienda nasce nel 1996, sotto la guida di Pier Paolo Monti e dell’enologo ed amico Roberto Gerbino (direttore tecnicodella Tenuta Le Fracce, realtà storica dell’Oltrepò Pavese).Ci troviamo precisamente in Località San Sebastiano, a poco più di un chilometro da Monforte d’Alba; il panorama è uno di quelli da fotoricordo: distese di vigne e il Monviso innevato all’orizzonte.

18 ettari, tutti di proprietà, caratterizzano la produzione di Monti: in prossimità e poco distanti dall’azienda troviamo vigne di Nebbiolo, Barbera (vigneto storico), Chardonnay, Riesling Renano, Cabernet Sauvignon e Merlot. Chiudono il cerchio due vigne con la “V” maiuscola, due Cru ( o “Menzione Geografica Aggiuntiva” in italiano) del Barolo: vigneti a Bussia (primo Cru del Barolo ad essere etichettato nel 1961), e in Bricco San Pietro, il secondo Cru più esteso del comune di Monforte d’Alba.

A livello di produzione, i fatti dimostrano come l’azienda sia molto attenta al rispetto del territorio e delle caratteristiche della materia prima: le fermentazioni sono parcellari, e avvengono in un’area di vinificazione moderna ma a basso impatto ambientale, grazie ad un impianto fotovoltaico che evita l’immissione nell’atmosfera di più di 28 tonnellate di anidride carbonica ogni anno. L’uso del legno per l’affinamento non è invasivo, ma al contrario esalta il connubio tra il vitigno, il suolo e il microclima.



I VINI

Nella gamma dell’azienda Monti troviamo un sostenuto numero di etichette, le quali si dividono in due linee:


Linea MONTI

Affinamento in legno, selezione delle migliori uve, vigne che vanno dai 20 agli oltre 40 anni di età; questo è il filo conduttore delle dieci etichette, ognuna con un tratto ben definito:

- I classici Nebbiolo d’Alba e Barbera d’Alba

- Gli “Internazionali” Langhe Bianco L’Aura (blend di Chardonnay e Riesling Renano), Langhe Rosso Dossi Rossi (blend di Merlot, Cabernet Sauvignon e Nebbiolo) e Langhe Merlot.

- I Barolo Monforte d’Alba (uve di Bussia e Bricco san Pietro), Bussia e Bricco San Pietro

- Le riserve Barbera d’Alba Superiore e Barolo Riserva Bussia.


Linea BENENTI

Caratterizzata da vini di annate recenti, più “immediati” e di pronta beva, ma di eccezionale carattere.

Comprende: Nebbiolo Langhe (100% Nebbiolo) e Barbera d’Alba, con uve provenienti da vigne di 10-20 anni, e un affinamento in acciaio di media durata. Langhe Chardonnay (100% chardonnay) che vinifica in parte in legno per poi affinare anch’esso in acciaio. Infine il Barolo DOCG; quest’ultimo, da disciplinare, affina dai 24 a 30 mesi in legno, per cui si presta anche ad una bevuta più tardiva.


Saper rimettersi in gioco per inseguire i propri sogni, puntare sempre al massimo della qualità, valorizzare un territorio eccelso del panorama vitivinicolo mondiale. Per non parlare dei vini: assaggi memorabili, come il Barolo Bussia o la Barbera d’Alba, rivisitata in una chiave unica. Dite che bastano come motivazioni per scoprire questo tesoro delle Langhe?




Info e Contatti

www.paolomonti.com

Instagram: @barolomonti

Facebook: @monti


Articolo di: Andrea Scarafoni

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