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A TU PER TU CON MAELI

Aggiornato il: apr 30

INTERVISTA A ELISA DILAVANZO,

LA REGINA DEL MOSCATO GIALLO

"FIOR D'ARANCIO"


La passione per il suo territorio, i Colli Euganei.

L'amore per un vitigno, il Moscato Giallo.

Il desiderio di valorizzarli entrambi, pur non provenendo da una famiglia di viticoltori. Ecco MAELI, con Elisa, fiera ed elegante, proprio come i suoi vini.



Quando e come è nato il progetto Maeli? Qual è stato il progetto iniziale e quali sono i suoi valori?

Maeli non è un’attività di famiglia che si è tramandata, i miei infatti non avevano vigneti, anche se nella famiglia di mia mamma sono tutti agricoltori, e un mio zio era distillatore. Maeli è stata la mia più importante scelta di vita, nata dalla mia passione per un vitigno in particolare, il Moscato Giallo. Ho voluto conoscere meglio quest’uva e ho cercato di valorizzarla il più possibile, perciò è nata Maeli, unica cantina al mondo che vinifica il Moscato Giallo in cinque versioni diverse.


Siete posizionati nei Colli Euganei, territorio unico nel suo genere. Perché e quali caratteristiche ritroviamo poi al calice?

I Colli Euganei sono un’ottantina di colline di origine vulcanica formatesi circa 30 milioni di anni fa per movimenti intrusivi del fondale marino in seguito alla formazione delle Alpi meridionali. Dal punto di vista geologico e morfologico si differenziano moltissimo da un versante all’ altro per clima e vegetazione. L'origine geologica dei terreni, la morfologia dei rilievi, responsabile di microclimi e biotopi contrastanti, hanno determinato anche una diversificazione della flora euganea. Qui vivono, a stretto contatto, specie adattate al caldo come le termofile, e altre che vivono in ambienti montani, come le microtermiche. Proprio questa biodiversità unica di vegetazione, di piante ed altro è tutelata dal Parco Regionale dei Colli Euganei, il primo sorto in Veneto. I nostri vigneti si trovano all’ interno di quest’area. I vini rispecchiano la peculiarità del territorio. Il nostro Moscato Giallo ad esempio, coltivato ne “Le terre Bianche Del Pirio”, ad un’altitudine di circa 300 m, su suoli di origine vulcanica ricchi di calcare e di marne bianche, si esprime con grande finezza. I vini sono croccanti, cristallini e molto salini. Più a sud invece, a Baone, dove nascono i nostri rossi, il clima è tipicamente mediterraneo e i suoli sono caratterizzati da scaglia rossa e trachite, la roccia vulcanica dei Colli Euganei, che conferisce un timbro particolare ai vini, che qui si distinguono per potenza aromatica, mineralità, struttura e longevità.


Siete gli unici a declinare il moscato giallo in 5 versioni differenti. Possiamo dire che è il vitigno su cui puntate. Ci racconti un po’ di lui e della vostra interpretazione attraverso i vostri vini?

Il Moscato Giallo dei Colli Euganei, denominato Fior D’Arancio per il suo inconfondibile profumo di zagara e di arancia, è un clone speciale che nasce da un incrocio di Moscato bianco per Chasselas e si trova solo nel territorio Euganeo. Purtroppo sul Moscato in generale ancora insiste l’idea stereotipata di vino dolce stucchevole, dalla bolla grossolana e di scarsa qualità, perché questa è la versione che lo ha reso popolare in molte parti del mondo. Qui nei Colli Euganei, grazie ai terreni di origine vulcanica che danno un contributo determinante in termini di mineralità e di potenzialità nell’affinamento, il Moscato si esprime in modo incredibilmente interessante, soprattutto perché è in grado di tradurre anche la minima peculiarità dei luoghi in cui è coltivato. La sua versatilità mi ha spinto ad esprimere tutto il suo potenziale vinificandolo in cinque diverse versioni, persino quella del metodo classico brut nature. All’ inizio per questa scelta sono stata criticata, mi dicevano che stavo perdendo tempo. Proprio il tempo però mi ha dato ragione, insieme a diversi premi nazionali ed internazionali attribuiti alle varie espressioni del nostro Moscato Giallo.


Quali sono gli altri vitigni che completano la vostra gamma e come mai avete puntato su quelli e non su altri?

A Baone, a sud dei Colli Euganei, coltiviamo Merlot, Cabernet Sauvignon e Carmenere. Queste uve danno origine ai tagli bordolesi per i quali i Colli Euganei sono meritatamente famosi. Inoltre la presenza di Carmenere, uva d’origine francese che in Italia fece la sua comparsa intorno al 1830 proprio nei Colli Euganei, conferisce una nota speziata molto interessante, che con il passare del tempo rende il vino molto intrigante, differenziandolo dai generici tagli bordolesi.

Sempre a Baone abbiamo anche un ettaro di vecchie varietà autoctone come Corbina Nera, Marzemina bianca, Pataresca, Vernazzola e Malvasia istriana, che hanno dai 40 ai 90 anni. Da sempre Maeli punta sui vitigni autoctoni, vera ricchezza del patrimonio vitivinicolo italiano. Purtroppo molte di queste uve si sono estinte con la fillossera o peggio ancora, sono state espiantate per inseguire le mode di certi periodi che privilegiavano i vitigni internazionali. Il nostro agronomo, in collaborazione con l’Istituto Enologico di Conegliano, ha portato avanti un progetto di recupero di queste varietà trovando nei nostri vigneti uno spazio a loro dedicato, piantandole nel Monte Gemola, una collina molto conosciuta per dare origine a prestigiose espressioni di tagli bordolesi dei Colli Euganei.



Voi siete una delle migliori espressioni di vini naturali in Italia, fate da sempre vino con questa metodologia o è stato un percorso dalla viticoltura tadizionale a quella naturale?

E’ un percorso, che nasce dal desiderio e insieme dal senso del dovere di fare questo mestiere nel pieno rispetto della Natura e dell’ambiente che ci circonda e nel quale viviamo. Maeli fa parte del Biodistretto Dei Colli Euganei, un’area geografica in cui agricoltori, viticoltori, cittadini privati, operatori turistici insieme ad altri enti e la pubblica amministrazione, sono allineati nella gestione sostenibile delle risorse locali. Il biologico è solo il punto di partenza. Diventano fondamentale la filosofia e l’approccio produttivo nei confronti delle risorse dal territorio.


I vini naturali sono sempre più un trend. Nascono tantissime enoteche dedicate, i distributori li inseriscono con interesse nel loro catalogo, i clienti li richiedono. È una moda passeggera o una abitudine di consumo che si consoliderà sempre più?

Spero che diventi un’abitudine quotidiana l’attenzione a cosa portiamo a tavola e a cosa versiamo nei nostri calici. Oggi siamo più critici nei confronti di un prodotto perché l’importanza della salute non solo è entrata nostra cultura ma spesso è addirittura diventata prioritaria, insieme al crescente senso etico che ci rende responsabili nella salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo.


Siete parte del MOVIMENTO del TURISMO DEL VINO, il turismo enogastronomico, quindi, è un aspetto del vostro business molto importante. Come si declina questa attività e come l’avete trasformata in questo momento di stop forzato?

Il Corona Virus ha cambiato profondamente le nostre abitudini.

La chiusura delle cantine e della maggioranza dei luoghi pubblici ci ha spinto ad attingere ad altre risorse. Noi da subito abbiamo attivato un canale e-commerce, all’interno del nostro sito www.maeliwine.com . Inoltre siamo stati i primi a lanciare le video-degustazioni online, già ai primi di marzo. Praticamente a chi acquista i nostri vini viene data la possibilità, una volta che i vini arrivano a casa, di condividere la degustazione online con me, dandoci appuntamento online. Così posso raccontare la storia di quel vino mentre i winelovers comodamente seduti da casa esprimono le loro impressioni. L’iniziativa è stata accolta bene, rimane comunque vero che per un produttore accogliere amici e appassionati di vino in vigneto e in cantina e poter condividere con loro il proprio lavoro è fondamentale. Proprio la condivisione e la convivialità possono rendere memorabile l’esperienza per un winelover, e non è possibile ricreare la stessa atmosfera telefonicamente o in una cornice virtuale online.


Quali sono i vostri progetti futuri? Ci sono novità che puoi anticiparci? 

Per scaramanzia non rivelo mai i progetti futuri, ma certamente far conoscere il Moscato Giallo e i meravigliosi Colli Euganei è da sempre la mia missione.



Potete acquistare e prenotare una video-degustazione con Elisa Dilavanzo sul sito

https://maeliwine.com/collezione



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